Era post-legge etica - frammento 01 (aprile 2002)

a/matrix
micronarrazioni per soggettività eccentriche
frammento 01


Era post-legge etica

A Life is Born: lo spettacolo della vita.
Grandi lettere affusolate campeggiano all'ingresso della clinica e ritornano miniaturizzate ovunque. Anche accanto alla tradizionale insegna della toilette dove, tra le rassicuranti icone dell'uomo e della donna, c'è anche quella di un embrione. Lo stimolo aumenta sempre di più, devo fare in fretta. Sorridendo a chiunque incrocio tra i corridoi, come impone il codice di comportamento imparato nel job training successivo all'assunzione, mi infilo in bagno. Appena in tempo. Chiudo la porta e ahhhhh. E' sempre più intensa, irresistibile, quasi svengo. E' lei che spinge dal mio corpo, incontenibile. Scorre fuori tra umori caldi e la guardo srotolare fino a terra. Siiiiiii.
E' la mia coda dorsale. Piccola mostruosità frutto di chissà quale errore genetico. Si struscia contro la mia mano per poi accucciarsi gentile tra le gambe.


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Chicken test - giugno 2002

Viene prima l'uovo o la gallina? Che cosa sono le TRA? Fai il test e scoprirai il tuo profilo da pennut@.

 

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Fuori dalla famiglia - Roma, 25_11_06

Il pericolo non è la notte. Non è la strada. La prima causa di morte e di invalidità permanente per le donne europee, tra i 16 e i 40, è la violenza da parte di mariti, compagni, fidanzati, padri, fratelli. E’ in casa che avvengono il 90% di stupri, maltrattamenti, violenze fisiche e psicologiche. In Italia. Nel mondo. Il 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile contro le donne, saremo in piazza, di giorno. Sfileremo con tante case – di cartone, di carta, di stoffa ecc. – per sottolineare e denunciare quello che è sotto gli occhi di tutte e di tutti, ma che spesso si finge di non vedere o ci si dimentica volentieri: il luogo di maggiore rischio è per noi la famiglia, sono le mura domestiche. Sfileremo per dire che il cambiamento non si costruisce con le politiche repressive o con l’inasprimento delle pene ma mettendo in discussione l’identità maschile e femminile per come sono state storicamente costruite dal patriarcato. La violenza maschile parla anche di noi, delle nostre relazioni, della società in cui viviamo.

Appuntamento sabato 25 novembre -  ore 12, largo Argentina, Roma  - ognuna con la sua casetta

L’assemblea delle donne di Roma

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Ed ecco il nostro fumetto per raccontarvi la giornata del 25 novembre (per leggerlo tutto clicca su continua)

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materiali pAlpfictionlab - 2006

 

pAlp fiction lab call - incontri ravvicinati per corpi che non (ci) stanno ad assistere

Come A/matrix abbiamo già avuto occasione di dirlo: in queste elezioni avremmo scelto a chi fare opposizione. e ora, senza tripudio né afflizione, ma con menti curiose, vogliamo iniziare subito a smuovere il terreno delle false rassicurazioni, perché non ci soddisfano le ridicole percentuali di rappresentanza femminile e la retorica pariopportunista che gli gira attorno, né crediamo di poter trovare riparo nelle politiche familiste che come al solito si risolvono in bonus-malus.
Vogliamo andare avanti nell'esercizio di un sano e consapevole conflitto e il primo passo che proponiamo di fare assieme è il  progetto di un laboratorio su legge 40 e dintorni.


pAlp fiction
fiction è il feto che galleggia nello spazio oscuro dell'immaginario teocon, è la retorica astratta sulla vita, ma anche la politica mediatico-istituzionale che cerca di governare l'eccedenza di soggetti e desideri eccentrici
pAlp è l'invito a tornare alla materialità dei corpi come arma (im)propria per sovvertire quell'immaginario e liberare l'eccedenza

In cantiere ci sono 6 incontri, 3 dei quali vorremmo che si svolgessero tra metà maggio e giugno. Il primo per rilanciare un'opposizione politica alla legge 40, il secondo per allargare la visuale e discutere di sessualità anziché solo di riproduzione, il terzo per parlare di ricerca e immaginario tecnoscientifico.
Il senso generale del lab pAlp fiction è riprendere le fila di una lettura femminista di questi temi che abbia al centro il nesso politica-corpi. Allo stesso tempo vorremmo avviare un percorso di ricerca comune che abbia sbocco in nuove pratiche di attacco e resistenza per superare la frammentarietà delle differenti soggettività femministe.
Tutte possono contribuire al laboratorio pAlp fiction, che sarà nomadico e moltimediale per cercare di intercettare altre realtà e altri linguaggi.

per info: palpfictionlab@gmail.com

 

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Habemus Papessam!

 

Maggio 2005, papa Giovanni Paolo II è in agonia e il centro di Roma è zona rossa.

Le galline ribelli devote della Papessa Zinna I eletta dalle "foeminae urbi et orbi", si fanno apostole dell'enclica "De libertatis in procreationis" che invita a votare Sì ai quattro quesiti referendari del 12 e 13 giugno...

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URSULA BIEMANN, GEOGRAFIE DEI CORPI MIGRANTI

TEKFESTIVAL e QWATZ presentano

Agadez Chronicle / installazione video
(Love&Dissent, Via Leonina 85, opening: 5 maggio h.18.30)

3 video-saggi
Performing the Border + Europlex - 6 maggio, ore Cinema Farnese, Piazza
Campo De' Fiori, h.20.30
Writing Desire – 8 maggio, Cinema Farnese, Piazza Campo De' Fiori h.18.30


Tutto è cominciato a Ciudad Juarez, città messicana al confine con gli
Stati Uniti nata intorno ai parchi industriali impiantati da
multinazionali col beneplacito del governo messicano. Qui Ursula Biemann
ha girato Performing the Border (1999) e cominciato il suo viaggio nei
territori più dark della globalizzazione.

 http://www.tekfestival.it 

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Restaurazione 2.0 - giugno 2005


Nel 1966 Michel Foucault chiudeva "Le parole e le cose" annunciando profeticamente la fine prossima dell'uomo. E' proprio nel vuoto lasciato dalla morte dell'uomo che abbiamo potuto immaginare e descrivere nuovi modelli di soggettività, è proprio in quel vuoto che le lotte dei neri, delle donne, degli omosessuali hanno trovato un spazio di agibilità discorsiva e sono potute emergere la gender theory o i postcolonial studies. Oggi che l'euforia postmoderna si è esaurita, che abbiamo smaltito la sbronza del libero gioco di scambi identitari ed abbiamo sperimentato che non è poi così divertente essere soggetti nomadi, abbiamo una consapevolezza più matura della molteplicità del soggetto. Per questo speravamo di poter andare avanti e poter guardare altrove.

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Veline di tutto il mondo unitevi!

Per la serie, ve l'avevamo detto e perseverare diabolicum est, a/matrix aveva partecipato all'assemblea della sinistra radicale indetta da Il Manifesto il 15 gennaio 2005 con questo testo e questo sticker...

 
Se ti astieni non ti voto!

In un paese diverso anche alle veline verrebbe in mente di scioperare, interrompendo simbolicamente la catena di montaggio della società dello spettacolo. La velina è il significante nazionalpopolare del mordi e fuggi, dell'usa e getta, del produci, consuma e muori, ma solo fino al prossimo reality show...
In questo senso, siamo tutte e tutti veline, decoratrici del nulla.

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Viene prima la gallina dell'uovo

UOVA OVUNQUE. Negli uffici dell'anagrafe e nelle stazioni, negli studi televisivi e nelle redazioni giornalistiche, negli autobus e nelle librerie, nelle vie del centro e nelle periferie, nei locali più trendy e nelle migliori boutique. Uova vere e finte, sbattute e alla coque, di ogni colore e materiale, saranno deposte nei punti nodali delle città. Del resto, se è vero che ogni storia deve iniziare ab ovo, pare che l'italico parlamento abbia deciso di prendere alla lettera questa regola aurea. Infatti, la legge sulla procreazione assistita appena licenziata richiama alla mente un'antico enigma irrisolto: viene prima l'uovo o la gallina?

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24 gennaio 2004: lancio della campagna Uova


Al via il 24 gennaio la campagna UOVA. A lanciarla è A/matrix, gruppo di galline ribelli. Le uova di A/matrix compariranno ovunque. Negli uffici dell'anagrafe e nelle stazioni, negli studi televisivi e nelle redazioni giornalistiche, negli autobus e nelle librerie, nei locali più trendy e nelle migliori boutique. Uova vere e false saranno deposte nei punti nodali della città. Segnaleranno l’inizio di una campagna di disturbo contro la nuova legge sulla procreazione assistita e i suoi sostenitori.

 

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Bibliografia per "apprendisteFemministe"

Sibilla Aleramo, Una donna, Feltrinelli, 2003
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Il Saggiatore, 2002
Marie Cardinal, Le parole per dirlo, Bompiani, 2001
Luce Irigaray, Parlare non è mai neutro, Editori Riuniti, 1991 (fuori commercio)
Franco Restaino e Adriana Cavarero, Le filosofie femministe, Bruno Mondadori, 2002
Virginia Woolf, Le tre ghinee, Feltrinelli, 2000
Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, varie edizioni
Lea Melandri, Le passioni del corpo, Bollati Boringhieri, 2001
Lea Melandri, L’infamia originaria. Facciamola finita con cuore e la politica (1977), manifestolibri, 1997

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Di.Co non lo dico!

Parlare di movimento GLTB oggi necessita di una specificazione. Non è controverso infatti che esistono, nel suo ambito, importanti istanze e stratificazioni che, se non proprio in contrapposizione, sono quantomeno in posizione dialettica.
Una parte del movimento è essenzialmente istituzionale; questa è la parte principe che interloquisce con la politica ufficiale della quale ha purtroppo assunto i caratteri e le strutture. Un’altra parte si riconosce in momenti di appartenenza, fortemente segnati, che li vede coesi nel faticoso tentativo di rimediare alle mancanze strutturali. E’ il caso di Facciamobreccia, neo-movimento di base spontaneo e orizzontale, fortemente e seriamente impegnato nella individuazione dei fronti più ostili e violenti che si oppongono alle istanze di autodeterminazione delle varie soggettività sociali e politiche (donne, LTG, sex workers, ecc.) ai quali si oppone con mirabile determinazione, costanza e sincero spirito critico nonostante le notevoli difficoltà.

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Sul movimento maschile

<<Riprendiamoci la vita>> è lo slogan che da anni il movimento maschile va gridando. Bisogno reale. Programma demistificato. Per gli uomini, al di fuori della fabbrica, della scuola, ecc. non esiste lo <<spazio verde>> del tempo libero. Essi sono oggetti del nostro lavoro domestico. Essi sono compromessi contro di noi col Capitale perchè sfruttano il nostro lavoro domestico, la nostra vita per poter sopravvivere loro.

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Fare storia delle donne attraverso i documentari italiani (2000-2006) di Donatella Massara

In questa ricerca sono presenti i documentari italiani più attuali, girati in questi anni che hanno per autrici registe e qualche regista, maschio. I film sono differenti sguardi sulla vita delle donne, sulla loro presenza nel mondo: nel lavoro e in situazioni che a volte sono tragiche o difficili. Vite spesso in condizione di grande disagio trasformate in coraggio e appassionato amore per ciò che sta intorno.

 

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Tagli e cuciture: maschile e femminile per fare del cinema

Aspettatrici
 
Le donne costituiscono una componente essenziale del pubblico cinematografico dai tempi delle origini (insieme ai bambini, avide consumatrici della nuova invenzione) fino ai giorni nostri (le strategie di marketing degli studios hollywoodiani sono infatti molto attente al pubblico femminile, ché spesso sono le donne a scegliere il film da andare a vedere).
Eppure la presenza femminile nelle schiere di chi il cinema lo fa, e di conseguenza la rappresentazione delle donne e del loro sguardo attraverso le immagini del grande schermo, è (stata) indubbiamente molto limitata, in ogni caso spesso taciuta e relegata nell’ombra. Quasi che, per ragioni storico-culturali, alle donne spettasse soltanto il ruolo di (a)spettatrici[1], conforme a un modello di femminilità intesa come status passivo, modalità di uno sguardo votato fatalmente ed esclusivamente alla passione, e al silenzio (patire e appassionarsi, come nell’immagine muta e struggente della “pulzella d’Orléans” di Dreyer). Paradigma di questo sguardo limitato: la spettatrice armata di fazzoletto che consuma frammenti d’immaginario amoroso nell’oscurità della sala. Genere cinematografico legato per eccellenza al pubblico di genere femminile: i weepies (gli “strappalacrime”), detti anche women’s movies, quintessenza di tale funzione nella Hollywood classica. Ma anche oggi un analogo sguardo, lacrimevole e catartico, viene intercettato dell’industria del divertimento attraverso tutte le declinazioni del romance: dai giovanilistici chick flicks (“pellicole per ragazzine”), che presuppongono un pubblico femminile in un perenne stato adolescenziale, ai male weepies (da L’attimo fuggente in poi), che provano a coinvolgere in questa “femminilizzazione” spesso banalizzante dello sguardo anche il maschio in crisi di fine millennio.
 
 
Stelle cadenti
 
A star is born? Solo recentemente le donne cominciano a occupare posti di potere nel sistema produttivo cinematografico, non solo nei circuiti della produzione indipendente ma anche nella roccaforte dell’industria hollywoodiana. La posizione di sempre maggiore importanza e visibilità sembra non essere più circoscritta al ruolo di rilucente oggetto del desiderio maschile, secondo gli stereotipi che lo star system ha tradizionalmente cucito addosso al corpo attoriale femminile, l’unico degno di violare i confini del buio dell’anonimato spettatoriale per le luci della ribalta. (Continua)