ANCHE QUEST'ANNO I COLLETTIVI FEMMINISTI VANNO AL PRIDE !
Appello per la costruzione e la partecipazione al Pride Lgbtq 2007
Roma 16 giugno Piazzale Ostiense, ore 16.00
Anche quest'anno i collettivi femministi vanno al Pride!
Il clima politico-culturale che da tempo subiamo in questo paese ci porta a riflettere su quanto è alto il rischio che si restringano sempre più gli spazi di autodeterminazione per tutti i soggetti che subiscono, da sempre, limitazioni ed attacchi alle loro libertà: le donne, le lesbiche, i gay, i e le trans.
La libertà di decidere sul nostro corpo è qualcosa che ancora oggi non ci è data fino in fondo. Dal referendum sulla procreazione medicalmente assistita fino alla difesa quotidiana del diritto all'aborto: la nostra lotta è continua e giornaliera. Ci troviamo a dover combattere con l'apparato e l'ideologia della chiesa cattolica che da sempre vuole relegare la donna al solo compito di madre e moglie e alla cura della famiglia. Il family day che si è svolto il 12 maggio ha celebrato sfarzosamente la famiglia, uomo-donna-bambini, come unico soggetto sociale legittimato ad esistere. È una celebrazione piena di ipocrisie che si basa sulla santificazione della famiglia patriarcale che storicamente è il fondamento della divisione sessuale dei ruoli e dello sviluppo di relazioni fra i sessi basate sul potere e sul possesso ed esclude tutti gli altri soggetti che fanno scelte diverse. Quella stessa famiglia che è la prima causa di morte delle donne se pensiamo che circa l'80% delle violenze da noi subite avvengono all'interno delle mura domestiche da parte di partner, mariti, ex fidanzati ecc.
GLI SCANDALI TACIUTI DELLA CHIESA CATTOLICA (tutti i link!!)
Guardate questo video...
Sex crimes and vatican:
http://video.google.it/videoplay?docid=3237027119714361315
ops! no non potete più guardarlo lì! è stato censurato!
ma qui c'è ancora... hi hi hi!
http://video.google.it/videoplay?docid=-195322232469003782&q=sex+crimes+vatican
Oggi in Italia le televisioni censurano drasticamente ogni notizia che leda all’immagine della
Chiesa Cattolica nella sua struttura, nel senso che finchè si tratta di
accusare i singoli sacerdoti, qualcosa passa, ma non di più.
Qui sotto trovi i link di servizi giornalistici su inchieste ufficiali, per
lo più di fonti straniere mai giunte in Italia, o di servizi giornalistici
andati in onda sulle televisioni italiane a tarda sera.
L’origine multimediale di queste testimonianze è molto precaria: siti come
google video e youtube possono rimuovere da un momento all’altro questi
video, e i podcasting delle televisioni potrebbero essere presto aggiornati
con la nuova stagione.
FAI IN FRETTA!!
Foto da "Norme Normali" _26 maggio_Firenze
(vedi anche nella categoria "Iniziative e appuntamenti")
European Feminist Forum 2008
European Feminist Forum 2008
2o Meeting di Switch Metaphors
Affinity Group su arte femminista, attivismo queer e trans / gender
Roma, lunedì 28 Maggio 2007
ospitato da 1:1projects, piazza Scipione Ammirato 1/c
ore 15.00 – 19.30
“It is, of course, hard to climb when you are holding on
to both ends of a pole, simultaneously or alternately.
It is, therefore, time to switch metaphors.” (Donna Haraway)

Posizionamento: l’arte femminista può essere critica verso le istituzioni, ma come può essere anche uno strumento di attivismo femminista? L’arte può servire all’emancipazione queer o alla coscienza di come il genere venga performato nella società? Come una pratica artistica femminista si riesce a rapportare rispetto alle forme di attivismo che non sono riconosciute come arte (e non sono pagate) e a quei lavori che raggiungono solo il pubblico limitato delle gallerie e dei musei?
Le strategie artistiche producono conoscenza. È dunque importante che “noi” identifichiamo altre strategie femministe, così come che “loro” leggano, discutano e combattano le nostre. Switch Metaphors cerca di mettere in questione la posizione femminista di un’artista che parla “da fuori” all’interno del mondo dell’arte: se l’esperienza è la fonte materiale per un desiderio di cambiamento dell’arte e delle politiche culturali, come può l’artista andare oltre e lavorare attorno alla sua inclusione/esclusione come arte?
NON DELEGHIAMO LA NOSTRA SICUREZZA, AUTODETERMINIAMO LE NOSTRE VITE E I NOSTRI CORPI!
25 MAGGIO h. 16.00
INCONTRO/DIBATTITO+Aperitivo
FACOLTA' DI SCIENZE POLITICHE ROMA 3
Aula autogestita v. chiabrera 199 M san paolo
1600 donne l'anno si rivolgono ai centri antiviolenza di Roma; 89% subisce violenza in famiglia, istituzione della cultura patriarcale.
NON SONO SOLO NUMERI, SONO VITE CONSUMATE DALLA VIOLENZA!
E' prossima l'approvazione del disegno di legge che prevede "misure di prevenzione e sensibilizzazione contro la violenza in famiglia, di genere e contro le discriminazioni" (DDL approvato dal CDM il 22/12/06). Già dal titolo di questa proposta vogliamo sottolineare che è completamente assente la parola donna, che è in realtà il soggetto che subisce maggiormente la violenza.
In questo modo si vuole dare uno strumento necessario ad infrangere l'amnistia verso i reati di violenza domestica tra coniugi per cui ancora una sentenza della corte di cassazione prevede la possibilità di giustificare "episodi non frequenti di maltrattamenti".
INFRANGIAMO LE NORME NORMALI - Firenze, Sabato 26 maggio
Sabato 26 maggio alle ore 11
MANIFESTAZIONE PALALAIKA
di fronte al Palazzo dei Congressi di Firenze
piazza Adua
La manifestazione è stata indetta da Facciamo breccia, in occasione della Conferenza Nazionale della Famiglia (Firenze 24-26 maggio 2007) per ribadire la necessità di scelte laiche e di politiche sociali rivolte a tutte le cittadine e i cittadini a prescindere dai loro stili di vita, per denunciare l'alleanza fra politiche neoliberiste e gerarchie vaticane. Le adesioni alla manifestazione devono essere inviate a normenormali@gmail.com, in calce l'appello.
La manifestazione fa parte di un cartello più ampio di iniziative tra le quali il seminario L'USO DELLA FAMIGLIA "NATURALE" AI TEMPI DEL NEOLIBERISMO che si terrà venerdì 25 maggio dalle ore 18 alle 24 in via alla Casa del Popolo 25 aprile, via del Bronzino 117.
Per leggere il programma del seminario e l'intero calendario delle iniziative: www.facciamobreccia.org.
LA STORIA CHE NON C'ERA -Roma 1_2_3 giugno
Il movimento delle lesbiche in Italia
Tre giornate di studio e dibattito, per una storia del lesbismo politico in Italia, dagli anni '70 a oggi: identità, queer, orgoglio, separatismo, diritti, utopie, integrazione, visibilità, teorie, conflitti, amori imprevisti.
Lesbiche al fianco del movimento femminista, del movimento gay o indipendenti.
Esperienze straordinarie di autonomia da consegnare alla memoria collettiva e al movimento di oggi.
TESTATE!
LA SPACCAFAMIGLIE E' TRA NOI !!!
Cosa terrorizza clero e politici?
Cosa mette in subbuglio il Ministero della famiglia?
Sarà solo la temibile natalità zero?
Saranno solo le brutte e cattive coppie omosessuali?
No.è la SPACCAFAMIGLIE! Misteriosa supereroa combatte contro la
sua acerrima nemica, la Famiglia, che terrorizza quant@ vogliono
autodeterminarsi, non accettano ruoli, sono in fuga dal dogma dell'eterosessualità,
hanno a volte perfino l'ardire di pensare che la coppia non sia un destino
né l'unico ambito delle proprie relazioni affettive.
Un altro spazio per una critica femminista al ‘traffico’ in Europa
Un interessante articolo di Giulia Garofalo dell'International Committee on the Rights of Sex Workers, ricercatrice in economia politica, sorella e compagna di strada di NextGENDERation, pubblicato sulla rivista online di studi culturali "Trickster".
http://www.trickster.lettere.unipd.it/index.html
http://www.trickster.lettere.unipd.it/numero/rubriche/ricerca/garofalo_traffico/garofalo_traffico.html
Un altro spazio per una critica femminista al ‘traffico’ in Europa
Giulia Garofalo
Introduzione: esclusioni e inclusioni
Nel Novembre 2006, l’International Union of Sex Workers (IUSW) organizza una manifestazione di ombrelli rossiii per denunciare la Biblioteca delle Donne di Londra. La Women’s Library, rende pubblico l’IUSW, ha inaugurato una mostra e un’intera serie di eventi sulla prostituzione e il ‘traffico’ con la completa esclusione delle critiche prodotte dalle organizzazioni di sex workers negli ultimi trent’anni (IUSW (2006))iii.
Questo episodio ha un’importanza tutta inglese legata al fatto che l’IUSW è affiliato ufficialmente dal 2002 al sindacato generale GMB, il terzo sindacato inglese, e che la Women’s Library gode di una fama progressista. Tuttavia, questo caso londinese può essere considerato rappresentativo del crescente clima di contestazione del dibattito pubblico sul ‘traffico’ in Europa, accusato di produrre la specifica esclusione di analisi provenienti dai movimenti per i diritti delle-dei sex workers.
Se prendiamo con serietà la questione delle esclusioni nel dibattito, noteremo che anche ai clienti (e alle clienti) dell’industria del sesso è negata una voce pubblica, o più precisamente, un certo tipo di voce pubblica. La distinzione che conta in questo contesto è fra coloro a cui viene data voce per fornire una ‘testimonianza’, e coloro a cui viene invece data voce per fornire un’’analisi’. In effetti, nei media, nei dibattiti politici, nella ricerca, e spesso nella letteratura, coloro che sono coinvolte-i nella vendita e nell’acquisto del sesso appaiono come molto desiderabili per le loro testimonianze, ma sono normalmente escluse-i dai momenti di attiva costruzione di conoscenza e verità.
La domanda che si pone allora è: chi sono i soggetti che viceversa godono dell’autorità di fornire le proprie analisi sul ‘traffico’?
Dopo sei anni di coinvolgimento come ricercatrice e come attivista nella politica sul lavoro sessuale e il ‘traffico’ in Italia, in Olanda e in Gran Bretagna, il mio ‘senso del campo’ è che in questo dibattito si ottiene automaticamente molto più credito analitico in quanto donna.
Essere uomo sembra avere un impatto negativo sulla legittimità di analizzare il lavoro sessuale e il ‘traffico’, a meno che uno non parli con una donna, o a meno che uno non sia un prete. Essere un uomo gay non migliora affatto la situazione. Essere trans ancor meno.
Come donna invece, una ottiene più credibilità analitica se ha più di circa 40 anni, se una non fa mostra della propria femminilità, e, soprattutto in contesti meno lesbofobi dell’Italia, se una è conosciuta come lesbica.
Certo queste sono solo osservazioni preliminari, che richiederebbero un’indagine seria, ma se il mio ‘senso del gioco’ (Bourdieu (1985)) è abbastanza corretto, è plausibile dire che una persona, per esempio tu o io, godiamo di legittimità analitica in questo campo se gli altri, a torto o a ragione, credono che non siamo coinvolti nella compra-vendita di sesso.
Se questo è vero, significa anche che io stessa e una buona parte di chi mi legge, ovvero le donne che fanno lavori intellettuali, godiamo di un grande privilegio analitico come donne non sospettate di essere lavoratrici del sesso. Con ciò voglio sottolineare che lo sforzo che occorre fare è quello di sviluppare una posizione sul ‘traffico’ che sia responsabile non solo nei confronti delle realtà del lavoro sessuale, della migrazione e del lavoro in generale, ma anche nei confronti della particolare posizione che occupiamo nello spazio sociale e che ci conferisce una specifica autorità. Una posizione responsabile in questo senso è una posizione situata (Haraway (1991)), più che una posizione dunque un ‘posizionamento’ in ciò che è quasi un campo di battaglia nell’Europa contemporanea. È una posizione, mostrerò nel seguito, che riconosca la differenza, la comunanza, ma anche i conflitti potenziali fra donne sex workers e donne non-sex workers.
Spero di mostrare come un approccio materialista femminista possa aiutarci in questa direzione.
Sfamily Day : scopri la differenza!
Aveva ragione Freud. Riflessioni sulla pillola contro le mestruazioni
www.monicalanfranco.it
1 maggio 2006
Aveva ragione Freud. Riflessioni sulla pillola contro le mestruazioni
di Monica Lanfranco
Penso sempre più spesso al momento nel quale il mio corpo non sanguinerà più ogni mese, come accade da oltre tre decenni; si tratta di un tempo enorme della mia vita, come per la maggioranza delle donne, il periodo che si è declinato dalla preadolescenza passando attraverso la maternità, l'allattamento e il ritorno alla ciclicità. La fine di questa fase è un pensiero che mi scatena varie emozioni, un crinale che oscilla tra paura, nostalgia, perdita e curiosità.
Attraversare
Il manifesto 23 marzo 2007
Attraversare
di Rossana Rossanda
Si dà grande rilievo all'emergere di figure femminili nei ruoli politici di comando: Angela Merkel è cancelliere in Germania, Michèle Bachelet premier in Cile e Ségolène Royal candidata alla Presidenza della Repubblica in Francia, Hillary Clinton corre per la presidenza del 2008 negli Stati Uniti. Ida Dominijanni (il manifesto del 13 marzo 2007) segnala una riflessione di Luisa Muraro e Lia Cigarini: sarebbe un effetto del femminismo.
Sì e no. Certo il ritardo con il quale approdano ai governi è la più manifesta confessione che il sistema dichiarato di diritti universali non è tale affatto, o che qualcosa di non detto è riuscito a eluderlo se neppure i giuristi all´esclusione delle donne hanno dato grande attenzione. Non è straordinario che, a oltre due secoli dalla dichiarazione dei diritti del 1789, secondo la quale ogni uomo nasceva «uguale in diritti» (per «uomo» si intendeva membro della specie umana), ci si feliciti caldamente se qualche donna avanza nel governo della cosa pubblica? Già fra il 1789 e l'ammissione delle donne al suffragio universale, diritto primo e elementare, era passato mediamente piu d'un secolo e mezzo.
DONNE AL TEK
● Finestra: RASSEGNA DI CINEMA DELLE DONNE
Due film della regista tedesca Angelina Maccarone, che sarà presente al festival.
SABATO 5 MAGGIO ore 20.30 CINEMA FARNESE
HOUNDED/ VERFOLGT
Angelina Maccarone, germania/germany, 2006, 35 mm,

Un intenso dramma sulla relazione sadomasochista tra una donna di cinquanta anni ed un ragazzo di sedici. Elsa ha una vita soddisfacente ed una amichevole relazione con il marito e la figlia, che se ne sta andando di casa. A causa del suo lavoro incontra Jan, un giovane delinquente, che le offre apertamente di sottomettersi sessualmente a lei. Inizialmente scioccata dalla proposta, Elsa si scopre sempre più attratta dal giovane. Rifiutando ogni voyeurismo, Angelina Maccarone ci guida nell'esplorazione della fragilità di questi due individui alle prese con un rapporto che, oltre a trasgredire le regole sociali, sfida la loro stessa capacità di gestire la vita.
DOMENICA 6 MAGGIO ore 18.30 CINEMA FARNESE
UNVEILED/ FREMDE HAUT
Angelina Maccarone, germania/germany, 2005, 35 mm, (Continua)
amatrix













