Sul movimento maschile
<<Riprendiamoci la vita>> è lo slogan che da anni il movimento maschile va gridando. Bisogno reale. Programma demistificato. Per gli uomini, al di fuori della fabbrica, della scuola, ecc. non esiste lo <<spazio verde>> del tempo libero. Essi sono oggetti del nostro lavoro domestico. Essi sono compromessi contro di noi col Capitale perchè sfruttano il nostro lavoro domestico, la nostra vita per poter sopravvivere loro.
(Continua)La politica del posizionamento (Adrienne Rich)
Qualche anno fa avrei parlato dell'oppressione delle donne e dei movimenti delle donne sorti in tutto il mondo, di storie occultate sulla resistenza delle donne e dei loro limiti, del fallimento di tutta la politica precedente nel riconoscere l'universale ombra del patriarcato e della speranza che le donne ora, in un periodo di crescente consapevolezza e di urgenza globale, possano superare ogni confine nazionale e culturale per creare una società libera dalla sete di potere, in cui “la sessualità, la politica, ... il lavoro, ... l'intimità ...ed il pensiero stesso saranno trasformati” . Avrei detto tutto questo come femminista, alla quale è "capitato" di essere una cittadina bianca degli USA, consapevole dell'abilità del mio paese di esercitare la violenza e l'arroganza del potere, e nello stesso tempo, semi-distaccata da quel governo, avrei potuto citare senza pensarci due volte una frase di Virginia Wolf nelle Tre Ghinee "come donna non ho una patria, come donna non voglio una patria, come donna la mia patria è il mondo intero”.
Incontro a Napoli con le compagne di Lotta Femminista sul tema: Salario per il lavoro domestico. Invervento del Movimento Femminista Romano. (Maggio '73)
Dare un salario alle casalinghe significa trasformare una massa di individui schiavizzati, che lavorano senza paga e senza orario, in una massa di lavoratrici pagate. Ma in che cosa consisterà esattamente questo salario? Giustamente le compagne di Lotta Femminista paragonano la richiesta di salario alle casalinghe alla richiesta di Assistenza Pubblica il cosiddetto Welfare dei paesi anglosassoni e infatti non si tratterebbe che di una concessione, una elargizione da parte dello stato perchè le casalinghe dato il carattere privato del lavoro domestico e le implicazioni affettive ad esso connesse non possiedono nessun potere contrattuale.
(Continua)Lotta femminista -La mancanza di soldi ci chiude in gabbia (Settembre 1973)
Non ci sarà mai parità salariale per le donne fino a che il lavoro domestico non verrà socializzato o, nel frattempo, non ci sarà pagato.
Siamo sui marciapiedi a lavorare 'all'aperto'
Avere soldi per il lavoro domestico, significherebbe per tutte noi donne che oggi siamo anche e prima di tutto delle casalinghe come tutte le altre, avere un'alternativa, un punto di forza per rifiutare questo lavoro o per decidere a quali condizioni siamo disposte ad accettare anche "il lavoro della strada". Se far andare la macchina da maglieria otto e più ore al giorno distrugge le casalinghe lavoranti a domicilio, passeggiare col freddo e col caldo, rischiare di pendersi malattie gravi, rischiare di essere derubate o addirittura ammazzate da qualche cliente sadico, non poter avere figli a nessun costo perché i nove mesi di gravidanza sarebbero la fame, pagare la protezione in termini altissimi, sia in soldi, sia in botte,
(Continua)
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