La bella addormentata fa il turno di notte_Pat Carra
Fumetti sul lavoro delle donne
Centrale Montemartini - Roma
Le donne lavorano sempre, nelle favole e nella realtà, dal buongiorno alla buonanotte.
Si sono riunite qui, in un convegno a fumetti, per raccontare i loro sogni e i risvegli,
i desideri e le contraddizioni, le catene dell'emancipazione e le pigrizie della libertà.
Fumettando il mondo visto dalle donne e le donne non viste dal mondo, pubblica su giornali e riviste.
I suoi fumetti sono tradotti in Spagna, Grecia, Argentina e Francia.
http://www.patcarra.it/
DONNE AL TEK
● Finestra: RASSEGNA DI CINEMA DELLE DONNE
Due film della regista tedesca Angelina Maccarone, che sarà presente al festival.
SABATO 5 MAGGIO ore 20.30 CINEMA FARNESE
HOUNDED/ VERFOLGT
Angelina Maccarone, germania/germany, 2006, 35 mm,

Un intenso dramma sulla relazione sadomasochista tra una donna di cinquanta anni ed un ragazzo di sedici. Elsa ha una vita soddisfacente ed una amichevole relazione con il marito e la figlia, che se ne sta andando di casa. A causa del suo lavoro incontra Jan, un giovane delinquente, che le offre apertamente di sottomettersi sessualmente a lei. Inizialmente scioccata dalla proposta, Elsa si scopre sempre più attratta dal giovane. Rifiutando ogni voyeurismo, Angelina Maccarone ci guida nell'esplorazione della fragilità di questi due individui alle prese con un rapporto che, oltre a trasgredire le regole sociali, sfida la loro stessa capacità di gestire la vita.
DOMENICA 6 MAGGIO ore 18.30 CINEMA FARNESE
UNVEILED/ FREMDE HAUT
Angelina Maccarone, germania/germany, 2005, 35 mm, (Continua)
URSULA BIEMANN, GEOGRAFIE DEI CORPI MIGRANTI
TEKFESTIVAL e QWATZ presentano
Agadez Chronicle / installazione video
(Love&Dissent, Via Leonina 85, opening: 5 maggio h.18.30)
3 video-saggi
Performing the Border + Europlex - 6 maggio, ore Cinema Farnese, Piazza
Campo De' Fiori, h.20.30
Writing Desire – 8 maggio, Cinema Farnese, Piazza Campo De' Fiori h.18.30
Tutto è cominciato a Ciudad Juarez, città messicana al confine con gli
Stati Uniti nata intorno ai parchi industriali impiantati da
multinazionali col beneplacito del governo messicano. Qui Ursula Biemann
ha girato Performing the Border (1999) e cominciato il suo viaggio nei
territori più dark della globalizzazione.
http://www.tekfestival.it
(Continua)Fare storia delle donne attraverso i documentari italiani (2000-2006) di Donatella Massara
In questa ricerca sono presenti i documentari italiani più attuali, girati in questi anni che hanno per autrici registe e qualche regista, maschio. I film sono differenti sguardi sulla vita delle donne, sulla loro presenza nel mondo: nel lavoro e in situazioni che a volte sono tragiche o difficili. Vite spesso in condizione di grande disagio trasformate in coraggio e appassionato amore per ciò che sta intorno.
(Continua)
Tagli e cuciture: maschile e femminile per fare del cinema
Aspettatrici
Le donne costituiscono una componente essenziale del pubblico cinematografico dai tempi delle origini (insieme ai bambini, avide consumatrici della nuova invenzione) fino ai giorni nostri (le strategie di marketing degli studios hollywoodiani sono infatti molto attente al pubblico femminile, ché spesso sono le donne a scegliere il film da andare a vedere).
Eppure la presenza femminile nelle schiere di chi il cinema lo fa, e di conseguenza la rappresentazione delle donne e del loro sguardo attraverso le immagini del grande schermo, è (stata) indubbiamente molto limitata, in ogni caso spesso taciuta e relegata nell’ombra. Quasi che, per ragioni storico-culturali, alle donne spettasse soltanto il ruolo di (a)spettatrici[1], conforme a un modello di femminilità intesa come status passivo, modalità di uno sguardo votato fatalmente ed esclusivamente alla passione, e al silenzio (patire e appassionarsi, come nell’immagine muta e struggente della “pulzella d’Orléans” di Dreyer). Paradigma di questo sguardo limitato: la spettatrice armata di fazzoletto che consuma frammenti d’immaginario amoroso nell’oscurità della sala. Genere cinematografico legato per eccellenza al pubblico di genere femminile: i weepies (gli “strappalacrime”), detti anche women’s movies, quintessenza di tale funzione nella Hollywood classica. Ma anche oggi un analogo sguardo, lacrimevole e catartico, viene intercettato dell’industria del divertimento attraverso tutte le declinazioni del romance: dai giovanilistici chick flicks (“pellicole per ragazzine”), che presuppongono un pubblico femminile in un perenne stato adolescenziale, ai male weepies (da L’attimo fuggente in poi), che provano a coinvolgere in questa “femminilizzazione” spesso banalizzante dello sguardo anche il maschio in crisi di fine millennio.
Stelle cadenti
A star is born? Solo recentemente le donne cominciano a occupare posti di potere nel sistema produttivo cinematografico, non solo nei circuiti della produzione indipendente ma anche nella roccaforte dell’industria hollywoodiana. La posizione di sempre maggiore importanza e visibilità sembra non essere più circoscritta al ruolo di rilucente oggetto del desiderio maschile, secondo gli stereotipi che lo star system ha tradizionalmente cucito addosso al corpo attoriale femminile, l’unico degno di violare i confini del buio dell’anonimato spettatoriale per le luci della ribalta. (Continua)
"L'AGGETTIVO DONNA" Per un cinema clitorideo vaginale
UN FILM DAL TITOLO "L'AGGETTIVO DONNA" è stato concepito, gestito, partorito interamente da donne del Collettivo. Questo è il documento steso in occasione della presentazione del film.
PER UN CINEMA CLITORIDEO VAGINALE.
Manifesto:
Il cinema in quanto creazione artistica, rimane un fatto estetico, culturale, separato dalla realtà quotidiana. La sua spettacolarità si inserisce nel generale spettacolo vissuto in una società che ci spinge ad assumere costantemente dei ruoli, cioè ad apparire piuttosto che essere. La creatività diventa rivoluzionaria quando non rimane limitata all'operazione "artistica", ma diventa creazione della vita stessa. I mezzi di comunicazione audiovisivi, per la loro larga diffusione, sono il più potente strumento usato dal potere allo scopo di influenzare il comportamento, i desideri, le scelte, il modo di pensare degli individui secondo canoni stabiliti dalle società in cui regnano le condizioni moderne di produzione e il fallocratismo, per la loro conservazione.
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